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Sala 3
“Città sopra monte mirabellissima…”
…sotto la zampa del leone veneziano.
La si vede da lontano, incorniciata dai colli, entrando dalle porte medievali ci viene incontro, città antica con strade che salgono verso il suo centro, dove potere, religione, commercio interagiscono da sempre.
Incontriamo mercanti divenuti ricchi che si nobilitano, aristocratici gelosi delle loro prerogative.
Quel sentore di eresia che sconvolge l’Europa arriva fin qui, lo avvertiamo tra la gente comune, tra gli studiosi, gli scienziati, i prelati. Venezia non condanna, ma lascia condannare.
La Serenissima non ostacola il formarsi di nuove classi, sfruttandone competenze e abilità. Eppure dall’inizio del secolo è costretta a garantirsi dagli attacchi delle grandi potenze che si combattono ai suoi confini, per questo decide di trasformare Bergamo.
Dal 1561 vengono espropriate e demolite centinaia di case e alcune chiese, tra le quali il simbolo della cristianità bergamasca, la Basilica che conserva i resti del santo fondatore Alessandro.
Alla fine dei lavori la città, perduti anche terreni e coltivi, si trova racchiusa in un imponente sistema di fortificazioni.
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